....parte 1
Impiegato,
m, 26 anni, messaggio isolato inviato ad un amico
Lun
9/10 8.41 CAMPIONI DEL MONDOOO! VAI COL MERCHANDISING..VERO
ESCREMENTO DI SCHUMACHER: 100 MILA LIRE ALLETTO
(+ DEL TARTUFO) CIAO XX
Qui
scompare qualunque aspetto convenzionale, fatta eccezione
per il CIAO finale, ultima traccia di formalità
che è presente di solito in tutti i messaggi. La
possibilità di inviare un messaggio di questo tipo,
che fa riferimento alla vittoria mondiale della Ferrari
in modo allegro e spassoso, implica che vi sia alle spalle
un rapporto relativamente consolidato, in cui lautomobilismo
e i suoi eccessi sono probabilmente già stati oggetto
di conversazione.
Vediamo
un altro messaggio in cui i riferimenti ad un contesto
condiviso e lasciato implicito sono fondamentali per la
comprensione del messaggio stesso.
Lavoratore
in proprio, m, 26 anni, messaggio isolato inviato alla
propria partner
Ven
3/11 16.14 CIAO TOPA! HAI ASSAGG LA SPECIAL DI XX: IL
PESCE RATTO? E OTTIMO SPECIALM SE LOLIO E
FRUSTO DI ALM 2 SETT. È UNA PRELIB TIPICA CINESE
;-) TI ASP CON ANSIA (E FRETTA)
Nei
due ultimi esempi riportati si mette in evidenza laspetto
ludico della comunicazione, quel comunicare fine a sé
stesso che come abbiamo visto compare poco di frequente
nellutilizzo dello SMS. Pur non presentando alcuna
funzione comunicativa mirata (ad esclusione di TI
ASP[etto] CON ANSIA (E FRETTA)), questi messaggi
racchiudono tuttavia una espressività spontanea
che non risponde in alcun modo ad esigenze normative,
e serve a confermare la propria presenza nel rapporto
attraverso il costituirsi di una sorta di complicità
divertita e divertente.
Ecco
un altro esempio, dove si intrecciano informazioni e richieste
concrete, riferimenti esterni impliciti e componente ludica.
Studentessa,
f, 25 anni (A), interazione con una amica (B)
Mer
11/10 A se CIAO BELLA! DOMENICA IO E XX VENIAMO SU X LA
FESTA DELLA CASTAGNA, CREDI DI FARCELA A SOPPORTARCI?
SE VUOI TI DICO DOVE ANDIAMO COSÌ PUOI EVITARCI!!
B 20.04 OTTIMA IDEA! SCHERZO. DOM MATTINA I MIEI BIMBI
FANNO LA PRIMA COMUNIONE: VOLETE VENIRE A VEDERLI? SE
NO CI VEDIAMO DI POME. CIAO XX!
A se NO GRAZIE! NON VOGLIO ASSISTERE ALLE TORTURE CHE
AFFLIGGI X FARLI DIVENIRE TUOI DISCEPOLI! OCCHIO NON VEDE
CUOR NON DUOLE! GLI OFFRI DEI PANINI AL
A se SALAME E SALAME DI CIOCCOLATO X CONVINCERLI AD ADORARE
IL DIVINO FELINO?! POVERI FANCIULLI!
B 20.26 COME SEI SPIRITOSA! IO OFFRO UN CORSO GRATIS DI
DELINQUENZA INTENSIVO, NO?! COMUNQUE TI XDONO VISTO CHE
DOMENICA MI SONO SANTIFICATA DALLXX
Degni
di attenzione in questo scambio sono lespressione
SCHERZO nel secondo messaggio, con evidente
funzione metacomunicativa, e la necessità di inviare
il terzo messaggio in due tempi a causa della sua estensione.
In
tutti gli esempi finora riportati si fa un certo utilizzo
di abbreviazioni più o meno convenzionali: TEL.
al posto di telefonato, ASP al
posto di aspetto, X al posto di
per, XDONO al posto di perdono.
È interessante il caso della abbreviazione DOM,
che potrebbe significare sia domani che domenica:
anche in questo caso la giusta interpretazione è
determinata dalle conoscenze di background di chi riceve
il messaggio.
Da
notare il fatto che quando si manifesta in qualche modo
la componente ludica, il linguaggio si fa più articolato
e soprattutto presenta un lessico più selezionato,
probabilmente perché lintenzione umoristica
o comunque scherzosa per essere efficace richiede una
certa complessità di espressione.
Di
solito, infatti, il linguaggio veicolato dallo SMS risulta
piuttosto semplice ed essenziale, soprattutto per quanto
riguarda la forma: lestensione dei periodi è
in genere estremamente ridotta, le forme paratattiche
prevalgono decisamente sulle forme ipotattiche e le subordinate
complesse sono piuttosto rare.
Negli
esempi che seguono, più tipici della comunicazione
tramite SMS, si mettono in evidenza quelle componenti
peculiari di cui si è già parlato: la funzione
pragmatica dei messaggi, lassenza di formule convenzionali,
lampio riferimento ad elementi esterni impliciti.
Lavoratore
in proprio, m, 31 anni, messaggio isolato ricevuto da
un amico. Telegrafico.
Gio
7/9 po STASERA NON VENGO A CORRERE, HO IL RAFFREDDORE.
CIAO
Impiegato,
m, 41 anni, messaggio isolato inviato ad un amico. Professionale.
Ven
15/9 13.15 HO MONTATO LA PORTA. LA CHIAVE E SOPRA
LA MENSOLA DEL TERMOSIFONE DEL CORRIDOIO. GRAZIE.XX
Studente,
m, 25 anni, messaggio isolato inviato alla propria partner.
Progettuale.
Mer
11/10 18.50 NON VADO A ROMA VENERDI, DIAMO IL VIA
ALLOPERAZIONE CINGHIALE! P.S. SLURP!
Studente,
m, 19 anni, messaggio isolato ricevuto da un amico. Criptico.
Dom
15/10 15.18 CIAO HO LA TUA MAGLIA TUA SISTER USA I CAPS?
IO STO ASSORBENDO IL FUSO... SEE YOU
Operaio,
m, 29 anni, messaggio isolato ricevuto da unamica.
Conciso.
Dom
22/10 23.55 HO LE TUE FOTO. QUANDO TE LE POSSO RESTITUIRE?
XX
Impiegata,
f, 25 anni (A), interazione con unamica (B). Qui
ritorna quella componente di espressività e complicità
intersoggettiva che abbiamo già visto in precedenza.
Lun
23/10 A se CIAO STIVALA! SAB NON SONO RIUSCITA A CHIED
X LA CENA A XX! TI LASCIO IMMAG X QUALE MOT! ENTRO QTO
LO VUOI SAP? TI E POI PASSATA LA SETE?
B
20.48 CAPISCO...GLI ARDORI SONO DIVENTATI FIAMME EH!..PORCELLINA!!PER
LA CENA TI DICO IO QUALCOSA PERCHE FORSE SAB I GENITORI
DI XX NON CI SONO E ALLORA..CAPISCIAME..
Impiegato,
m, 28 anni (B), interazione con un amico (A). Parsimoniosi.
Mar
24/10 A 18.30 ST. MARCHI?
B 18.40 SI TI DICO DOM.
Impiegato,
m, 28 anni, messaggio ricevuto da un amico. Allusivo.
Dom
5/11 13.05 OGGI SEI RICHIESTO AL FRONTE
Non
avendo ricevuto risposta, il mittente del primo messaggio
ne invia un altro, privo di riferimenti scherzosi e con
una più evidente richiesta di replica.
Dom
5/11 13.31 ALLORA COSA FAI OGGI
Operaio,
m, 26 anni, messaggio isolato ricevuto da unamica,
a cui è probabilmente seguita una telefonata. Risoluto.
Gio
9/11 16.43 ESCI O NO DOMANI? DIMMELO PERCHÉ LE
MIE AMICHE VOGLIONO SAPERE SE ESCO
Operaio,
m, 22 anni, messaggio isolato ricevuto da un parente/familiare.
Essenziale.
Lun
4/12 19.14 MOVET!
Analizzando
lintero corpus di messaggi a mia disposizione, mi
è risultato impossibile individuare un solo caso
in cui si manifestasse una palese incomprensione che rendesse
necessario ridefinire il significato di unespressione
o eventualmente di un intero frame, inteso
in termini goffmaniani. Questo è dovuto probabilmente
in parte al fatto che i soggetti sono consapevoli della
difficoltà di rimediare ad un malinteso con poche
frasi, e preferiscono rinviare un eventuale chiarimento
ad un successivo incontro diretto. Ma è probabile
anche che, proprio per questa consapevolezza, si cerchi
di evitare a priori qualsiasi fraintendimento, utilizzando
il linguaggio nel modo più chiaro e meno ambiguo
possibile.
Se
è vero quindi che il linguaggio convogliato dallo
SMS è sicuramente più essenziale e quindi
più povero del linguaggio normalmente utilizzato
sia nella comunicazione scritta che in quella orale, è
comunque difficile sostenere che esso non giunga a realizzare
il suo scopo fondamentale, che è quello di trasmettere
informazioni ed esprimere la propria soggettività
in modo semplice, rapido ed efficace. Quello che la comunicazione
perde in qualità, lo recupera sicuramente in efficienza.
Va poi sottolineato come la perdita qualitativa riguardi
più che altro una certa uniformità lessicale
e la condensazione dei contenuti, non la comprensibilità
dei messaggi.
Si
può notare come gli stessi errori grammaticali
o ortografici siano estremamente ridotti, quasi inesistenti
(si tenga presente che ai soggetti della ricerca era fatta
esplicita richiesta di trascrivere i messaggi esattamente
come apparivano sul display). Mentre, ad esempio, uno
strumento come la chat-line di Internet, estremizzando
il vantaggio della velocità, definisce gli errori
di battitura o la frammentarietà del linguaggio
come connaturati alle sue caratteristiche, nello SMS permane
comunque un equilibrio tra la necessità di essere
rapidi e quella di farsi capire, mantenendo al contempo
una certa correttezza formale: anche la lentezza nel digitare
i caratteri sulla tastiera non è in questo caso
un serio ostacolo per la comunicazione, in quanto linterattività
diventa meno cogente, dilatando i tempi dello scambio.
Come
abbiamo visto, una delle caratteristiche peculiari della
comunicazione tramite SMS è costituita dal frequente
ricorso ad abbreviazioni, dettate dalla necessità
di limitare la lunghezza del messaggio entro un numero
predeterminato di battute, ma soprattutto dallintenzione
di chi scrive di risparmiare tempo: infatti, come abbiamo
già visto, anche in messaggi particolarmente ridotti
compaiono spesso parole abbreviate.
Tuttavia
la maggior parte di queste abbreviazioni non fa parte
di un sistema convenzionale ampiamente riconosciuto, e
si lascia alla capacità decodificatoria del destinatario
il compito di dare un senso alla frase; normalmente però
le abbreviazioni lasciano poco spazio allequivoco
e linterpretazione non risulta particolarmente ardua.
Per la maggior parte le abbreviazioni riguardano termini
usati di frequente nella messaggistica, come TEL
per indicare il verbo telefonare nelle varie
coniugazioni, SENT per il verbo sentire,
MES o MSG invece di messaggio,
RISP per dire rispondimi alla
fine di un messaggio; parole con riferimenti temporali,
come DOM per indicare domani,
POM per pomeriggio, STAS
per stasera, oltre ai nomi dei diversi giorni
della settimana che vengono di solito abbreviati; oppure
termini già brevi trasformati in un solo carattere,
al massimo due: X e + al posto
di per e più, 6
invece di sei, NN al posto di
non, C, T, V,
D invece di ci, ti,
vi, di.
Un
caso particolare è poi quello degli acronimi utilizzati
prevalentemente dai più giovani, quali TVB
(ti voglio bene), TVTRB (ti
voglio troppo bene), TAT (ti amo
tanto), di cui parleremo più avanti.
Lutilizzo
di abbreviazioni entra spesso a far parte di uno stile
personale, per cui gli utenti che fanno un più
ampio uso dello SMS, o quelli che sono già abituati
al linguaggio di Internet, finiscono per farvi ricorso
in modo sistematico. Esiste quindi una significativa correlazione
tra livello di familiarità con gli strumenti tecnologici
di comunicazione scritta a distanza e acquisizione di
uno stile di scrittura in cui si tende ad abbreviare regolarmente
le parole.
Ecco
un esempio.
Impiegata,
f, 25 anni, messaggio isolato inviato ad unamica
Lun
23/10 se CVD NON SONO RIUSCITA A PASS. PROVERO DOM.
COME TI E AND. IL WEEK?
In
questo caso vi è probabilmente una situazione di
scambio frequente di messaggi tra le due amiche, per cui
si è gradualmente costituito una sorta di sistema
di abbreviazioni condiviso, non si spiegherebbe altrimenti
lutilizzo dellespressione CVD
(come volevasi dimostrare), impossibile da
interpretare al di fuori di un tale sistema.
A
differenza del linguaggio sviluppatosi nellambito
di Internet, in cui compare una vasta gamma di abbreviazioni,
acronimi, emoticon, formule fisse convenzionali che sono
state in qualche modo codificate e devono quindi essere
apprese con lesperienza o attraverso brevi manuali
appositi, creando così una sorta di gerarchia che
differenzia gli iniziati dai novizi,
il linguaggio dello SMS si modifica semplicemente in conseguenza
del suo utilizzo, dando ad ognuno la possibilità
di escogitare nuovi metodi per realizzare una comunicazione
sempre più efficace ed originale. Si potrebbe così
finire per dar vita non ad un unico sistema codificato
di sigle, abbreviazioni e simboli che si diffonde da una
élite ai nuovi membri, ma ad una infinità
di microsistemi semiotici che si costituiscono gradualmente,
per una sorta di processo di sedimentazione, con laccumularsi
degli scambi comunicativi tra i soggetti. Questi microsistemi
avrebbero la possibilità di svilupparsi inizialmente
negli scambi privati, per poi diffondersi ed integrarsi,
ma sempre in un ambito piuttosto circoscritto. A differenza
di Internet, infatti, dove gli incontri avvengono tra
una molteplicità di soggetti che non si conoscono
in precedenza, imponendo così la presenza di un
sistema di segni ampiamente condiviso, nella comunicazione
tramite SMS gli scambi si realizzano tra un numero limitato
di persone che hanno già un rapporto tra loro,
spesso molto stretto.
Come
risulta evidente dai dati che emergono dalla ricerca compiuta,
lo sviluppo di questi microsistemi semiotico-linguistici
rimane più una potenzialità teorica che
una realtà effettiva. Questo per una serie di motivi,
tra cui:
-
la massiccia diffusione delluso dello SMS solo in
tempi recenti
-
un uso che comunque a livello individuale subisce delle
limitazioni a causa del costo relativamente elevato del
servizio, soprattutto se rapportato ai servizi offerti
da Internet
-
la contaminazione sempre più rilevante subita da
parte del linguaggio diffuso dallo stesso Internet
-
la tendenza, che aumenta significativamente nelle fasce
detà più adulte, ad un uso della tecnologia
vincolato alla effettiva necessità, con modalità
comunicative che patiscono labitudine allutilizzo
di strumenti più tradizionali e formali
È
soprattutto nelle fasce detà più giovani,
dove la messaggistica tramite i telefonini trova una applicazione
meno strumentale e più originale, che potrebbero
verificarsi le condizioni più adatte per il reale
dispiegarsi delle potenzialità di questo mezzo.
Il
seguente esempio può dare unidea della direzione
in cui potrebbe forse evolversi il linguaggio veicolato
dallo SMS.
Studentessa,
f, 14 anni (A), interazione con unamica (B)
Dom
29/10 A 11.58 CIAO MORE! X HALLOW E A CA
DI XX ALLE 8 (MARTEDÌ SINTENDE) PUOI? DIMMI
D SI PLEASE PLEASE RISP BY FLYGIRL! - LA + CONVI DEI MOSCERINI
- TVB!
B 12.12 SI KE POSSO! MA VIENIIIII! OGGI POM VIENI A CA
MIA VERSO LE 3.30/4 POI AND IN FIERA? KIEDO ANKE ALLA
NE! RISP & FLOWER POWER
A 12.24 SIIIII! GIOIA! CI VED A CA TUA! SPERO CHE
I MIEI NN SKASS! MA LI CONVINCO...FINISCO I COMP., MANGIO
E SONO TUTTA TUA! T.V.TR.Be - TI VENDEREI TrAMITE...Boooh!
Si
tratta ovviamente di uno scambio interattivo che presenta
molti elementi tipici del modo di esprimersi giovanile,
ma a parte questo si evidenziano diverse proprietà
che potrebbero risultare peculiari di una modalità
comunicativa assolutamente originale, in cui richieste,
scambio di informazioni ed espressività intersoggettiva
si intrecciano tra loro in un insieme nuovo e complesso:
non solo la compressione dei contenuti non pregiudica
la comprensibilità contestuale del messaggio, ma
la stessa ricchezza espressiva rimane inalterata, eliminando
al contempo tutti gli aspetti più formali del linguaggio
tradizionale.
Risulta
difficile allo stato attuale immaginare quali saranno
i risultati di questa evoluzione, anche perché
lo stesso SMS è forse destinato a scomparire o
comunque a trasformarsi profondamente, diventando sempre
più simile, soprattutto per estensione, allemail,
come conseguenza dei progressi nelle tecnologie della
comunicazione. Ma è chiaro che il fenomeno SMS,
con la sua vastissima diffusione che va di pari passo
con quella dei telefoni cellulari, è destinato
a rappresentare una tappa importante nello sviluppo delle
nuove modalità di interazione.
Per
comprendere come la modalità comunicativa mediata
dallo SMS possa influenzare il linguaggio utilizzato anche
in ambiti diversi, sarebbe sufficiente leggere questo
intervento, apparso su un gruppo di discussione della
rete Internet:
Se
ho capito bene quello ke intendi, forse hai ragione. Ma
se 1 sta male e, beninteso, capisce quanto è prezioso
il suo dolore e quanto tutte le sensazioni siano importanti
(è questo + o ke intendevi?), non è
giusto se lo esterna, 1 po come autoterapia, 1 po
x far sapere ke anke a lui è successo? Non fraintendetemi,
ma in fondo xsonaggi come Kurt Cobain sono diventati miti
proprio xkè manifesti del disagio comune: tutti
si potevano ritrovare in quelle parole. Non piangersi
addosso e autocommiserazione, ma anlisi anke comune x
reagire al meglio. Ho detto troppe cazzate in kosì
poke righe? Forse sì, sxo di non essere troppo
fraintesa.
Zuzzonja
Incuriosito,
ho contattato direttamente questa ragazza diciassettene,
per chiederle se tale forma di linguaggio colma di strategie
abbreviazionali derivasse da una sua abitudine allutilizzo
dello SMS.
La
sua risposta è risultata, se possibile, ancora
più interessante, illustrando in poche righe come
strumenti della comunicazione, forme del linguaggio e
istanze comunicative individuali presentino in ultima
analisi un rapporto di influenza reciproca, senza la possibilità
di distinguere chiaramente le cause dagli effetti:
[...]
Allora, tutti quei segni così veloci li ho imparati
x (arieccoci...) i messaggini SMS, in modo da dire + cose
possibili nel minor spazio, mentre con 1 telefonata se
ne utilizzerebbero molto di + [...]. inoltre a me non
piace molto stare al telefono: mi piace parlare se ci
sono contenuti e bella forma, cosa ke di solito x telefono
non sempre riesce, cè (almeno x me) sempre
1 sorta di imbarazzo, 1 impossibilità di riflettere
a lungo su quello ke si sta dicendo, cosa ke via mail
SMS o lettera si può fare. x info, scrivo anche
moltissime lettere. Scrivo così x il semplice fatto
ke ho sempre molte cosa da dire e mi vengono in mente
velocemente 1 dopo laltra, ho quindi il timore di
dimenticarle via via se ci metto troppo. Inutile dire
che la mia calligrafia ha ben poco di kalos.
Indubbiamente ormai è entrato a far parte del mio
modo di scrivere, anke se ci tengo a conservare 1 sintassi
e 1 forma decente (sxo di riuscire nel mio intento...)
[...].
Sonja